sono le Lozzole diverse da quel percorso che abbiamo sempre fatto che dal passo Ronchi di Berna segue il crinale verso la chiesa delle Lozzole.
Partenza da Palazzuolo sul Senio in asfalto per circa 11 km verso il passo della Sambuca, raggiunto il quale, si prosegue poche centinaia di metri fino a scorgere sulla sinistra una strada sterrata con sbarra (e cartello free ride) che sale passando per pascoli verdi e bosco con bel panorama fino al passo citato Ronchi di Berna dove un cancello a sinistra (cartello free ride ) indica la discesa per le Lozzole ma qui si prende a destra il 505 che passa su un magnifico crinale sempre in quota intorno ai 1100 m finchè non si giunge al bivio con il 531 per l’Archetta e Prati Piani, si prosegue sul 505 a destra quindi diventa un percorso in discesa a tratti accidentato dove occorre una buona padronanza di guida ed è il caso di soffermarsi un attimo al cospetto di una serie di corde tirate da un albero all’altro come a proteggere da cadute nella scarpata dove è presente una piccola lapide messa a memoria e proseguendo sul nostro percorso in corrispondenza del monte la Faggeta si tiene la sinistra, si lascia il 505 per continuare sul 547 che con tornantini finali ci porta sulla strada asfaltata in prossimità di Crespino del Lamone.
Da qui ci si avvia in direzione Marradi per circa 3 km e si sale a sinistra su strada inizialmente cementata poi sterrata quindi accidentata per arrivare alla chiesa delle Lozzole e proseguire in forte salita sul 505 fino al monte Prevaligo dove si devia a sinistra sul tecnico sentiero 685 e si scende anche velocemente tra rocce e saltini godevoli fino a Palazzuolo stremati e felici.

Distanza totale: 39.61 km
Totale salita: 1577 m
Tempo totale: 07:58:26
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L’occasione di fare questo itinerario tenuto in serbo da qualche anno è arrivata quando è saltato lo “spaccabraccia” di Rivoli Veronese per mancanza di partecipazione e non è stata una cattiva idea proporlo visto che ha stimolato nove partecipanti di cui alcuni alla prima esperienza del “casamento”.
Il percorso parte e torna a Monte S. Giovanni dopo avere compiuto un otto che ha come parte centrale la località monte Bonsara toccando Colombara, Medelana, Casamento, Mazzagatti, Montasico e Rasiglio ; è un giro insolito, anomalo per chi vuole fare le discese del casamento e per giunta lungo con dure salite ma è in grado di soddisfare le varie “anime” biker e finalmente fare un pò di “gamba” che ci torna utile per affrontare le nuove sfide in calendario.
L’unica cosa da dire è che la parte finale da Rasiglio necessita di cambiamento per evitare un sentiero melmoso.

Distanza totale: 34.95 km
Totale salita: 1217 m
Tempo totale: 06:33:18
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Una iniziativa della coppia di scoppiati Maria Grazia & Oscar che ci ha portato in un posto magico e selvaggio con partenza dalla località il Molinaccio per risalire a Casetta di Tiara una piccola frazione di Palazzuolo sul Senio dove nel 1916 Dino Campana e Sibilla Aleramo bruciarono le loro settimane d’amore e dove si parla una lingua unica al mondo, il casettino, un idioma che deriva dal greco parlato nei territori italiani dell’ Impero bizantino.
Abbiamo proseguito su dura salita fino a Poggio dell’Altello senza avere, putroppo, il tempo di andare alla famosa cascata dell’Abbraccio per una foto ricordo prima di scendere nella valle del Rovigo dove alberi caduti e passaggi tecnici e tornantini distraevano dalla poesia naturalistica del luogo e perciò ci siamo fermati ogni tanto per godere dello spettacolo.
Arrivati in località Lastra abbiamo dovuto superare un guado impegnativo per la scivolosità del fondo e per la notevole portata del Rovigo mettendo le scarpe in acqua eccetto le donne che hanno preferito il supplizio dei sassi a piedi nudi.

Distanza totale: 19.31 km
Totale salita: 994 m
Tempo totale: 06:56:30
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“La prima volta” è una frase fatta che si applica in genere ad un evento tanto atteso, o meglio inatteso, diventato così importante che difficilmente dimenticherai: questa volta è stata veramente la prima per molti di noi del gruppo di 14 che eravamo e sicuramente rimarrà scolpita nella mente come quelle esperienze che ti capitano nella vita e poi un giorno dirai “è stata la prima volta”, sì perchè credo che la seconda o la fai senza più quella tensione, quello sforzo e spegnimento mentale e la fai più in scioltezza oppure ci rinunci e rimani a quel ricordo mitizzato che l’adrenalina ti ha impresso con le scariche a ripetizione.
Da Calenzano siamo saliti per asfalto ( mi hanno detto che c’è un bellissimo percorso nel bosco su sterrato, sarà per la prossima volta ) su per via delle Cantine e dopo una sosta alla fonte ripreso la via dei Gualdi e quindi via dei Colli Alti fino al Monte Acuto sormontato da alcuni tralicci di ripetitori.
Qui è iniziata la prima discesa che è servita solo a prendere confidenza con i tornanti e alcuni piccoli dossi ma divertente anche se breve; risalendo verso Monte Morello e poco sotto Poggio all’Aia abbiamo raggiunto l’attacco della discesa detta Brucomela inizialmente veloce bella con alcune gobbe e un salto che ha visto protagonisti Iguana e Tarzanello di un drop mancato ma, con somma meraviglia, senza grosse conseguenze.
Finite le medicazioni e scrollato di dosso la polvere abbiamo ripreso a scendere finchè ad un bivio poco visibile non ci siamo divisi e mentre io, Oscar, Iguana, Carlo, Lisa e Bortolo abbiamo proseguito sulla discesa terribile gli altri guidati da Robby hanno proseguito per quella detta “delle Rocce”.
Il Brucomela è veramente uno spettacolo: scende ripidamente in singletrek su rocce ferme e terreno solido ( era tutto perfettamente asciutto ) con tornantini stretti e ripidi senza respiro nè tregua fino ad arrivare nel letto del torrentello dove ci si riprende dall’incubo con gli schizzi dell’acqua.
Abbiamo raggiunto gli altri alla Botteghina di Morello dove ,dopo avere parcheggiato le bici in cortile, abbiamo sostato per fare un pò di baldoria e deliziarci con bruschette, salumi e formaggi annaffiati da birra e vino che hanno contribuito ad innalzare il tasso goliardico mal digerito dalla Lisa una amazzone della mtb formidabile a cui bisogna inchinarsi.
Lasciato a malincuore la Botteghina e le sue delizie ( Mazzo ha fatto scorta di fegatini) con i complimenti ai ragazzi che ci hanno accolto e servito così bene abbiamo proseguito su sterrato in falsopiano godevole a tratti fangoso e poi siamo scesi per “le Cappelle” divertente, sinuosa e costellata di piccoli trampolini: veramente degna conclusione di una giornata superba.

 

Distanza totale: 27.8 km
Totale salita: 1135 m
Tempo totale: 07:36:18
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Difficoltà tecnica: BC/OC
Impegno fisico necessario: BC/OC
pendenza max in salita +25% e in discesa -47%
Cartografia: Carte CTR
Periodo consigliato:
Tutto l’anno nei periodi asciutti
Tipo: All Mountain, FR e asfalto.

Un giro bellissimo con caratteristiche discesiste senza eccessi da fare un pò come si vuole a seconda delle capacità e che permette di allenarsi alle pendenze lasciandosi andare senza pericolo ma da fare sempre con coscienza.
Dal fondovalle si parte dal piazzale dell’ex ristorante I Mulini e si sale subito con forti pendenze che ti mettono a dura prova seguendo strade sterrate fino a Loiano e poi sul colle della pineta dove inizia la prima discesa sulla pista sabbiosa che tra curve paraboliche, cunette ed improvvise pendenze ci conduce a Sabbioni.
Da qui ci si porta al passo Dado, chiamato così in onore di un biker del gruppo Kicècè con la passione dei reperti di guerra che gli sono stati fatali, e seguendo una traccia improbabile attraverso prati e su rocce in contropendenza suggestive si raggiunge la località Anconella.
La prossima discesa si prende risalendo verso Loiano e dapprima si attraversano forme rocciose di arenaria da paesaggio lunare e poi su pista nel bosco con grande divertimento si ritorna al fondovalle.

Distanza totale: 16.81 km
Totale salita: 719 m
Tempo totale: 03:53:58
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