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Era da tempo che volevo provare il tracciato dei Kicècè chiamato ” Passo del Tasso”, un percorso alternativo e parallelo alla famosa ” Bionda “, l’opportunità è arrivata insieme alla telefonata di Marco ( Lazzari) che mi proponeva una giornata di pedale in compagnia.
La partenza dalla località Fontana ci consente di raggiungere Torre di Jano, bel borgo in sasso, e proseguire, sempre in dura salita, per poggio Calvane e successivamente arrivare al bivio per la Bionda, qui ci si prepara con le protezioni e poi ci si immette nel sentiero per alcuni metri e subito si svolta a destra su traccia poco evidente che si immette nella boscaglia e scende scorrevole con alcuni tornanti per poi diventare una pista gradevole e veloce senza particolari difficoltà finché si immette nella parte bassa della Oggiola ( Casamento ) e si raggiunge il mulino omonimo.
Viste le poche energie spese per fare il Tasso, decidiamo di fare il Niagara senza farci mancare un’altra discesa famosa per le sue difficoltà: la Maccabraccia, perciò risaliamo verso Luminasio e ci immettiamo verso Cà di Zanetti nella via Mazzagatti e in breve discesa divertente arriviamo al mulino per poi affrontare la durissima salita verso Montasico, proseguiamo sul 142 e svoltiamo a sinistra per la terribile discesa che mette a dura prova le capacità tecniche e le braccia.
Alla fine ci immettiamo sulla strada per Verghereto in Val di Venola e qui percorriamo su asfalto un lungo tratto del percorso passando per Vignola dei Conti e Via Varsellane e poco dopo monte Tramonto finalmenti svoltiamo a destra sul 140 per dare fondo alle ultime energie nella discesa detta ” Niagara ” che è sempre una meraviglia di fondo aderente e di ripide pendenze improvvise tali da dare un gusto adrenalinico che esprimiamo nella gioia una volta raggiunto il guado del torrentello che dà origine alla cascatina.
Proseguiamo quindi sul 140 infrascato e pieno di rovi nella prima parte e poi scorrevole e veloce fino ad immetterci sulla Porrettana e torniamo alla partenza.
Non ci facciamo mancare una bella birrata e stanchi ma contenti brindiamo al Tasso che abbiamo “annegato” con una bella dose di adrenalina.

Distanza totale: 41.67 km
Totale salita: 1594 m
Tempo totale: 07:32:22
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KM 55
Disl + 650 m.
Disl. – 450 m.
Siamo alla fine di questa lunghissima traversata, quale bellissimo progetto di un’ampia pedalata che unisce l’alto appennino parmense a Rimini. Una lunga traccia che va da Ovest a Est, dall’Emilia alla Romagna, attraverso quasi tutti i parchi che insistono su questo ampio territorio, montuoso e certamente molto articolato e differente. Non è solo una tappa di trasferimento infatti il continuo susseguirsi di emergenze naturalistiche, piccoli borghi, rupi calcaree e splendidi colpi d’occhio sul territorio che si sovrasta lungo la pedalata la rende certamente non meno interessante delle più blasonate tappe precedenti . Qui siamo oltre il progetto pedonale dell’alta via che si ferma al Carpegna, e questo ci sembrava un po’ limitativo per la mountainbike che rispetto alla spostamento pedonale permette orizzonti più ampi. Pertanto abbiamo voluto portare il progetto fino a Rimini, luogo che non ha bisogno certamente di presentazioni, e chiude un cerchio, anche simbolico, di un itinerario completo che può essere intrapreso salendo, da casa, su un treno con destinazione Berceto (Pr) per terminarlo, dopo oltre 600 km di grandi emozioni riprendendo, a Rimini, il treno verso casa.

Introduzione Alta via dei parchi e Tracce

Tappa Precedente

KM 31
Disl + 1230 m.
Disl. – 1090 m.
Tappa leggermente meno intensa della precedente, completamente diversa per ambiti vegetazionali attraversati e tipologia di territorio. Non siamo più al riparo di alberi secolari, protetti dalla tranquilla sicurezza del bosco, ma entriamo in un comprensorio più tormentato, plasmato dagli eventi atmosferici in quanto maggiormente esposto agli stessi. Ed ecco che compaiono creste e calanchi, detriti calcarei e le prime rupi che ci accompagneranno anche per la tappa successiva; quale presenza costante in questa parte di territorio che comincia inesorabilmente a degradare verso la costa, seppure ancora molto molto lontana. Per lunghi tratti non seguiremo il percorso originale pedonale ma seguendo apposite varianti più adatte alla mountainbike costeggeremo i Sassi Simone e Simoncello per poi intraprendere la lunga ma appagante salita alla vetta del Monte Carpegna. Ed ecco che dall’ampia cima a poco più di 1400 m. potremo riposare un poco e godere dell’ ampia panoramica di tutta la valle del Marecchia, che sarà il teatro dell’ultima giornata sino al mare. Comincia ora la lunga discesa verso valle che però spezzeremo in due parti in facendo la sosta di questa tappa poco dopo, ancora lungo le pendici meridionali del monte, in una piccola frazione di Pennabilli a circa 550 m. slm.

Introduzione Alta via dei parchi e Tracce

Tappa Precedente

Tappa Successiva

KM 51
Disl + 1500 m.
Disl. – 2015
Si tratta di una tappa lunga e impegnativa, che segna il definitivo abbandono delle fresche e ombrose foreste del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna dalle quali ci si allontana definitivamente con una ampia pedalata che a fine giornata ci porterà alle porte del territorio del Carpegna e il relativo parco. Nella prima parte del l’articolato tragitto, che in massima parte segue l’AVP pedonale, eccetto brevi varianti per evitare tratti non ciclabili, raggiungeremo presto il comprensorio del Monte Fumaiolo. Questa è l’ultima propaggine dell’estesa copertura boschiva di faggi e conifere che si estende a ovest delle nostre tappe senza quasi soluzione di continuità, qui potremo fare breve sosta per rifocillarci al bel rifugio Biancaneve. Proseguiremo poi per il suggestivo Eremo di S.Alberico e il successivo paese delle Balze. Presto dovremo lasciare il percorso pedonale dell’alta via in quanto dopo questo diventa improponibile per un itinerario ciclabile, quindi con una bella variante pedalabile su una lunga strada sterrata attraverso piccoli borghi incantevoli andremo a raggiungere, stanchi ma soddisfatti della bella tappa realizzata, il piccolo borgo di Gattara, dove ci attende il meritato riposo.

Introduzione Alta via dei parchi e Tracce

Tappa Successiva

Oscar, la nostra guida odierna, arriva con un leggero ritardo conseguente ad una foratura che lo ha contrariato alquanto ma lo tranquilliziamo spiegando che anche noi abbiamo avuto un contrattempo dovendo aspettare che Matteo si accordasse con le cinesi sull’uso del bagno, siccome queste chissà cosa capivano, volevano contrattare indifferenti al bisogno impellente.
L’umore ritorna sereno e allegro con l’inforcare la mtb e subito si parte in salita da Badia Moscheta sulla strada sterrata che affianca il Fosso Moscheta fino a raggiungere il CAI 713 e successivamente il bel rifugio Serra attrezzato per soste ruspanti.
Qui facciamo la prima sosta in questa bella giornata calda ma accarezzata da una brezzolina fresca gradevole mentre l’aria tersa permette di ammirare il panorama in lontananza e notare i primi colori autunnali dovuti per lo più alla mancanza di precipitazioni.
Dopo avere analizzato un ripido pendio e fatte le considerazioni tecniche del caso ci siamo avviati sulla sterrata con indicazione fonte Cagnamorta ( ! ) per poi proseguire fino a raggiungere il letto lastricato del torrente Rovigo in un ambiente suggestivo dominato dal Molino dei Diacci; qui si imbocca il sentiero che si innalza e si insinua in un grande anfratto a semicerchio detto cascata dell’Abbraccio che avvolge proprio come un abbraccio ma purtroppo manca l’acqua che, nei periodi piovosi o a primavera, fa sì che ci si trovi dietro la cascata rendendo emozionante il passaggio.
Ora il sentiero si inerpica e si rende necessario il portaggio della bici in spalla o a spinta per circa 500 m fino a sbucare al rifugio dei Diacci dove un tavolaccio in ombra ci accoglie assetati, e siccome siamo goderecci, non resistiamo al richiamo dell’odore di fritto delle ficattole che ordiniamo insieme a salumi e formaggi trangugiati incuranti del “dopo” come se non ci fosse un dopo pedalato in salita e ancora lungo.
La sosta si prolunga piacevolmente chiacchierando ma prima che arrivi l’abbiocco riprendiamo il percorso per innestarci sul 701 e proseguire sulla SP 477 della Casaglia per circa 4 km in corrispondenza del sentiero CAI 00 che ci conduce alle pendici del monte Pratone dove seguiamo il Gea che scende ad Osteto ed infine alle auto.
Volete che ci facciamo mancare la birrata finale? Giammai!
Seguiamo il nostro mentore a Covigliaio dove ci accomodiamo sotto un porticato al tavolo servito da una bottega/bar/alimentari che ci propone salumi eccezionali e formaggi accompagnati dalla schiacciata finendo con un sorprendente pane all’uva.
Il terzo tempo scorre tra un bicchiere e l’altro di birra mentre Giulio ci racconta delle sue api e del miele che producono e Matteo recenscise i ristoranti con dovizia di particolari gustosi oltre ad alimentare una cornacchia che sembra cliente abituale.
Insomma una giornata deliziosamente trascorsa in mtb godereccia e dove l’Abbraccio ideale era quello dell’amicizia di Maria Grazia e Oscar.

Distanza totale: 26.03 km
Totale salita: 968 m
Tempo totale: 06:35:20
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