Escursioni

KM 51
Disl + 1500 m.
Disl. – 2015
Si tratta di una tappa lunga e impegnativa, che segna il definitivo abbandono delle fresche e ombrose foreste del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna dalle quali ci si allontana definitivamente con una ampia pedalata che a fine giornata ci porterà alle porte del territorio del Carpegna e il relativo parco. Nella prima parte del l’articolato tragitto, che in massima parte segue l’AVP pedonale, eccetto brevi varianti per evitare tratti non ciclabili, raggiungeremo presto il comprensorio del Monte Fumaiolo. Questa è l’ultima propaggine dell’estesa copertura boschiva di faggi e conifere che si estende a ovest delle nostre tappe senza quasi soluzione di continuità, qui potremo fare breve sosta per rifocillarci al bel rifugio Biancaneve. Proseguiremo poi per il suggestivo Eremo di S.Alberico e il successivo paese delle Balze. Presto dovremo lasciare il percorso pedonale dell’alta via in quanto dopo questo diventa improponibile per un itinerario ciclabile, quindi con una bella variante pedalabile su una lunga strada sterrata attraverso piccoli borghi incantevoli andremo a raggiungere, stanchi ma soddisfatti della bella tappa realizzata, il piccolo borgo di Gattara, dove ci attende il meritato riposo.

Introduzione Alta via dei parchi e Tracce

Tappa Successiva

Oscar, la nostra guida odierna, arriva con un leggero ritardo conseguente ad una foratura che lo ha contrariato alquanto ma lo tranquilliziamo spiegando che anche noi abbiamo avuto un contrattempo dovendo aspettare che Matteo si accordasse con le cinesi sull’uso del bagno, siccome queste chissà cosa capivano, volevano contrattare indifferenti al bisogno impellente.
L’umore ritorna sereno e allegro con l’inforcare la mtb e subito si parte in salita da Badia Moscheta sulla strada sterrata che affianca il Fosso Moscheta fino a raggiungere il CAI 713 e successivamente il bel rifugio Serra attrezzato per soste ruspanti.
Qui facciamo la prima sosta in questa bella giornata calda ma accarezzata da una brezzolina fresca gradevole mentre l’aria tersa permette di ammirare il panorama in lontananza e notare i primi colori autunnali dovuti per lo più alla mancanza di precipitazioni.
Dopo avere analizzato un ripido pendio e fatte le considerazioni tecniche del caso ci siamo avviati sulla sterrata con indicazione fonte Cagnamorta ( ! ) per poi proseguire fino a raggiungere il letto lastricato del torrente Rovigo in un ambiente suggestivo dominato dal Molino dei Diacci; qui si imbocca il sentiero che si innalza e si insinua in un grande anfratto a semicerchio detto cascata dell’Abbraccio che avvolge proprio come un abbraccio ma purtroppo manca l’acqua che, nei periodi piovosi o a primavera, fa sì che ci si trovi dietro la cascata rendendo emozionante il passaggio.
Ora il sentiero si inerpica e si rende necessario il portaggio della bici in spalla o a spinta per circa 500 m fino a sbucare al rifugio dei Diacci dove un tavolaccio in ombra ci accoglie assetati, e siccome siamo goderecci, non resistiamo al richiamo dell’odore di fritto delle ficattole che ordiniamo insieme a salumi e formaggi trangugiati incuranti del “dopo” come se non ci fosse un dopo pedalato in salita e ancora lungo.
La sosta si prolunga piacevolmente chiacchierando ma prima che arrivi l’abbiocco riprendiamo il percorso per innestarci sul 701 e proseguire sulla SP 477 della Casaglia per circa 4 km in corrispondenza del sentiero CAI 00 che ci conduce alle pendici del monte Pratone dove seguiamo il Gea che scende ad Osteto ed infine alle auto.
Volete che ci facciamo mancare la birrata finale? Giammai!
Seguiamo il nostro mentore a Covigliaio dove ci accomodiamo sotto un porticato al tavolo servito da una bottega/bar/alimentari che ci propone salumi eccezionali e formaggi accompagnati dalla schiacciata finendo con un sorprendente pane all’uva.
Il terzo tempo scorre tra un bicchiere e l’altro di birra mentre Giulio ci racconta delle sue api e del miele che producono e Matteo recenscise i ristoranti con dovizia di particolari gustosi oltre ad alimentare una cornacchia che sembra cliente abituale.
Insomma una giornata deliziosamente trascorsa in mtb godereccia e dove l’Abbraccio ideale era quello dell’amicizia di Maria Grazia e Oscar.

Distanza totale: 26.03 km
Totale salita: 968 m
Tempo totale: 06:35:20
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In una magnifica giornata che ha visto la partecipazione di tre nuovi bikers interessati alle nostre attività, si è svolto questo giro bellissimo condotto da Renzo che partendo dal Brasimone prosegue tra boschi incantati su piste sterrate e single trek goderecci passando dal poggio delle vecchiette e proseguendo in faggeta fino alla località le pianacce dove c’è l’eremo del viandante che è l’ideale per una sosta.
Lo svalicamento per Chiapporato è poco più sopra verso monte Calvi e la vista da qui è deliziosa ma guardando in basso a destra si scorge la pista ripida e dapprima sassosa che conduce al famoso borgo non più selvaggio e disabitato.
Ripreso il percorso in direzione Stagno e risaliti verso l’Alpe si affronta la bellissima discesa di Barabamozza che tra tornanti inebrianti scende in prossimità del lago e su asfalto si torna alla partenza.

Distanza totale: 24.91 km
Totale salita: 1155 m
Tempo totale: 04:49:40
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Con questo lungo giro si parte da Pavullo per raggiungere il castello di Montecuccolo lambendo dapprima il campo di aviazione quindi salendo su strada ciottolata e boscata, una volta visitato il borgo caratteristico si procede verso il borgo di Monzone su percorso vario tra single trek, asfalto e sterrrato, quindi in salita e su pista sabbiosa si arriva a punta d’Ercole dove c’è il famoso ponte del diavolo di pura roccia.
Fatte le doverose foto ricordo arriva il momento di affrontare le divertenti discese verso il castello di Brandola nella Valle del Rossenna e le dure risalite al monte Moro per ritornare, sempre su piste sabbiose, a Monzone e raggiungere di nuovo il crinale su cui si affaccia il severo castello di Montecuccolo per scendere su sterrato e sentiero divertente a Pavullo.
Durante il tragitto avremo il piacere di attraversare meravigliosi boschi e passare su piste con fondo di arenaria e rocce caratteristiche a lastre che invogliano.
Eventuali variazioni saranno possibili e prese in considerazione a seconda del tempo perso e della fatica accumulata.
Calcoliamo circa 7 ore necessarie
il livello tecnico non è alto e si può classificare da medie a buone capacità tecniche ( MC/BC )
la capacità atletica richiede buone capacità ( BC )

By Marcofanta

Distanza totale: 38.28 km
Totale salita: 1754 m
Tempo totale: 09:36:55
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Decisamente un giro che si può definire estremo in alcuni tratti che abbiamo affrontato in dodici bikers di cui sei non iscritti ma interessati alle nostre attività e quindi accolti con le avvertenze del caso.
La prima salita su asfalto della Faggiola l’abbiamo percorsa quasi per intero fino a poca distanza dal passo dove al tornante inizia la discesa, ripidissima fin da subito, di Pian dei Tirli.
Questa poco o per niente godevole discesa è resa difficoltosa per la continua dissestata ed irregolare sassaia finchè non si attraversa un tratto di bosco e si arriva sul crinale dove una magnifica vista ti distoglie dalle sofferenze e in prossimità del castellaccio ( rovine ) inizia una veloce discesa su fondo lastricato roccioso dapprima e poi pista arenarica conduce a fondovalle in prossimità della trattoria La Faina ( ottima ).
Ripresa la strada Montanara in leggera salita abbiamo svoltato per la Monti in località Rimessa anche questa su asfalto però più ripida della precedente che ha messo a dura prova alcuni ( 5 ) di noi che approfittando della incombente pioggia preannunciata dai tuoni hanno deciso di tornare alle auto nonostante la vicinanza del crinale.
Noi cocciuti testardi ottimisti abbiamo atteso, sotto un albero, lo scemare della pioggia mai intensa e , raggiunto il crinale, abbiamo attraversato dei magnifici giardini di castagneti prima di arrivare in cima al monte La Pozza dove inizia la seconda terribile discesa per almeno 500 m.
In questo tratto Iguana Renzo ha osato un pò troppo e nella caduta priva di conseguenze alla persona ha rotto il freno anteriore che lo ha costretto a proseguire a piedi purtroppo nella parte più bella della discesa fatta di tornanti ripidi e guduriosi fino a Cà Maggiore .

Distanza totale: 27.5 km
Totale salita: 1150 m
Tempo totale: 05:22:40
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