Cascata dell’abbraccio

Oscar, la nostra guida odierna, arriva con un leggero ritardo conseguente ad una foratura che lo ha contrariato alquanto ma lo tranquilliziamo spiegando che anche noi abbiamo avuto un contrattempo dovendo aspettare che Matteo si accordasse con le cinesi sull’uso del bagno, siccome queste chissà cosa capivano, volevano contrattare indifferenti al bisogno impellente.
L’umore ritorna sereno e allegro con l’inforcare la mtb e subito si parte in salita da Badia Moscheta sulla strada sterrata che affianca il Fosso Moscheta fino a raggiungere il CAI 713 e successivamente il bel rifugio Serra attrezzato per soste ruspanti.
Qui facciamo la prima sosta in questa bella giornata calda ma accarezzata da una brezzolina fresca gradevole mentre l’aria tersa permette di ammirare il panorama in lontananza e notare i primi colori autunnali dovuti per lo più alla mancanza di precipitazioni.
Dopo avere analizzato un ripido pendio e fatte le considerazioni tecniche del caso ci siamo avviati sulla sterrata con indicazione fonte Cagnamorta ( ! ) per poi proseguire fino a raggiungere il letto lastricato del torrente Rovigo in un ambiente suggestivo dominato dal Molino dei Diacci; qui si imbocca il sentiero che si innalza e si insinua in un grande anfratto a semicerchio detto cascata dell’Abbraccio che avvolge proprio come un abbraccio ma purtroppo manca l’acqua che, nei periodi piovosi o a primavera, fa sì che ci si trovi dietro la cascata rendendo emozionante il passaggio.
Ora il sentiero si inerpica e si rende necessario il portaggio della bici in spalla o a spinta per circa 500 m fino a sbucare al rifugio dei Diacci dove un tavolaccio in ombra ci accoglie assetati, e siccome siamo goderecci, non resistiamo al richiamo dell’odore di fritto delle ficattole che ordiniamo insieme a salumi e formaggi trangugiati incuranti del “dopo” come se non ci fosse un dopo pedalato in salita e ancora lungo.
La sosta si prolunga piacevolmente chiacchierando ma prima che arrivi l’abbiocco riprendiamo il percorso per innestarci sul 701 e proseguire sulla SP 477 della Casaglia per circa 4 km in corrispondenza del sentiero CAI 00 che ci conduce alle pendici del monte Pratone dove seguiamo il Gea che scende ad Osteto ed infine alle auto.
Volete che ci facciamo mancare la birrata finale? Giammai!
Seguiamo il nostro mentore a Covigliaio dove ci accomodiamo sotto un porticato al tavolo servito da una bottega/bar/alimentari che ci propone salumi eccezionali e formaggi accompagnati dalla schiacciata finendo con un sorprendente pane all’uva.
Il terzo tempo scorre tra un bicchiere e l’altro di birra mentre Giulio ci racconta delle sue api e del miele che producono e Matteo recenscise i ristoranti con dovizia di particolari gustosi oltre ad alimentare una cornacchia che sembra cliente abituale.
Insomma una giornata deliziosamente trascorsa in mtb godereccia e dove l’Abbraccio ideale era quello dell’amicizia di Maria Grazia e Oscar.

Total distance: 26.03 km
Total climbing: 968 m
Total Time: 06:35:20
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